21) Fromm. La centralit dell'uomo.
In questo scritto Erich Fromm (1900-1980) pone a confronto il
marxismo e la psicoanalisi come due diverse interpretazioni dei
bisogni e delle aspirazione dell'uomo; entrambe hanno per in
comune la prospettiva di liberazione dell'uomo attraverso la
conoscenza della verit e la rinuncia alle illusioni.
E. Fromm, Marx e Freud ( pagina 242).
Sia Marx sia Freud ebbero precursori, tuttavia entrambi
avvicinarono l'oggetto della propria ricerca con metodologia
scientifica. Essi fecero per la societ e per l'individuo quello
che, rispettivamente, la fisiologia fece per la cellula vivente e
la fisica teorica per l'atomo. Marx vide la societ come una
struttura intricata, con forze diverse e contraddittorie, anche se
individuabili. La conoscenza di queste forze permette la
comprensione del passato e, in una certa misura, la previsione del
futuro previsione non nel senso di avvenimenti che necessariamente
debbano verificarsi, bens di alternative limitate tra le quali
l'uomo deve scegliere.
Freud scopr che l'uomo come entit mentale  un insieme di forze
dinamiche, molte delle quali contraddittorie.
Anche in questo caso, quello che conta  l'intento scientifico di
comprendere la qualit, l'intensit e la direzione di queste forze
per comprendere il passato e prevedere possibili alternative per
il futuro. Anche in questo caso il mutamento  possibile solo
nella misura in cui una data struttura di forze  in grado di
consentirlo.
Inoltre un vero mutamento, nel senso di mutamenti di energia in
una data struttura, non solo richiede una profonda comprensione di
queste forze e delle leggi secondo le quali essi si muovono, ma
anche un grande sforzo e una grande volont.
Il campo comune nel quale si svilupp il pensiero dl Marx e quello
di Freud , in ultima analisi, il concetto di umanesimo e di
umanit che, rifacendosi alla tradizione greco romana e giudaico-
cristiana, riappar nella storia europea col rinascimento e si
svilupp pienamente nel diciottesimo e diciannovesimo secolo.
L'ideale umanista del Rinascimento fu la scoperta dell'uomo
universale (homo universalis), dell'uomo totale, considerato come
il culmine dello sviluppo naturale. La difesa di Freud dei diritti
degli impulsi naturali dell'uomo contro le forze della convenzione
sociale, come pure il suo ideale che la ragione controlli e renda
nobili questi impulsi, fanno parte della tradizione umanista. La
contestazione di Marx contro un ordine sociale in cui l'uomo 
paralizzato dal suo asservimento all'economia e il suo ideale di
una piena scoperta dell'uomo non alienato e totale fanno parte
della stessa tradizione umanista. La visione di Freud fu limitata
dalla sua filosofia materialista e meccanicistica che interpretava
i bisogni della natura umana essenzialmente come bisogni di natura
sessuale. La visione di Marx fu pi ampia proprio perch egli vide
l'effetto paralizzante della societ classista, e in tale modo
pot avere una visione dell'uomo emancipato e delle sue
possibilit di sviluppo in una societ divenuta completamente
umana. Freud fu un riformatore liberale, Marx un rivoluzionario
radicale. Pur essendo molto diversi, essi hanno in comune la
volont senza compromessi di liberare l'uomo, la fede, altrettanto
scevra da compromessi, nella verit come strumento di liberazione,
e il convincimento che la premessa di questa liberazione stia
nella capacit dell'uomo di rompere le catene dell'illusione.
E. Fromm, Marx e Freud, Garzanti, Milano, 1978, pagine 32-34.
